Questo studio dimostra che gli infrasuoni a bassa intensità (4-20 Hz, 79.75-86.11 dB) inibiscono significativamente la proliferazione e la sintesi di collagene indotte dall'angiotensina II (Ang II) nei fibroblasti cardiaci di ratto in coltura, modulando la via di segnalazione miR-29a/TGF-β/Smad3, offrendo una potenziale nuova strategia terapeutica per contrastare la fibrosi cardiaca. Dimostrando che gli infrasuoni contrastano le riduzioni dell'espressione di miR-29a indotte da Ang II e i conseguenti aumenti della secrezione di TGF-β e della fosforilazione di Smad3, i risultati suggeriscono che gli infrasuoni a bassa intensità potrebbero fungere da intervento non invasivo per mitigare le patologie cardiache correlate alla fibrosi, come quelle associate a ipertensione e coronaropatia. La necessità di miR-29a per questi effetti, confermata attraverso l'abbattimento dell'RNAi, sottolinea il suo ruolo critico nel meccanismo, mentre il contrasto con gli effetti dannosi degli infrasuoni ad alta intensità evidenzia l'importanza di ottimizzare la frequenza e l'intensità per le applicazioni cliniche, giustificando ulteriori indagini su dosi terapeutiche sicure ed efficaci.
I possessori del dispositivo Infrasound 8 e del CHI Palm potrebbero utilizzarli per alleviare i problemi cardiaci causati da stress o sovraccarico cardiaco, come quelli legati all'ipertensione o alle malattie cardiache. Lo studio suggerisce che l'utilizzo del dispositivo a basse impostazioni (l'impostazione "Acute" del CHI Palm) per 2 ore al giorno potrebbe ridurre l'eccessiva crescita cellulare e l'accumulo di tessuto fibroso nel cuore, contribuendo a mantenerlo più sano e meno rigido. Si potrebbe prevedere un miglioramento nel modo in cui il cuore gestisce lo stress, ma sono necessari ulteriori test.
